Batterie al Grafene (composito): il futuro è qui?

Batterie al Grafene (composito): il futuro è adesso!

Noi dello staff FiXiaLo siamo entusiasti per le novità nel settore delle batterie al grafene degli ultimi mesi.

E vi possiamo assicurare che ne sentirete sempre più parlare negli anni a venire.

Sono probabilmente il nuovo grande passo della tecnologia mobile mondiale.

Ma… cosa sono le batterie al grafene?

Batterie al Grafene (composito): cosa è il grafene?

Iniziamo con un piccolo excursus scientifico.

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Il grafene è un materiale davvero speciale: è un composto del carbonio dallo spessore di appena un atomo! Ma non finisce qui: esso ha la resistenza teorica del diamante e la flessibilità della plastica!

Quindi un materiale davvero fantastico, ma molto difficile da produrre, per questo tutt’ora il grafene puro è difficile da ottenere ed è disponibile solo per chi ha una elevata disponibilità economica.

Ma tutto ciò potrebbe presto cambiare! Come? Con il mercato delle batterie al grafene.

Ma cosa centra un materiale come il grafene con le batterie?

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Batterie al Grafene (composito): cosa sono?

Un’altra proprietà del grafene è quella di essere anche un semiconduttore a gap nullo. Nel caso delle batterie viene sfruttato come anodo, ovvero come polo negativo della batteria per questa sua proprietà.

Ma, da un lato pratico, questo cosa significa?

Innanzi tutto una batteria al grafene può immagazzinare molta più energia delle attuali batterie (fino a 5 volte di più) a parità di peso.

Inoltre il grafene, essendo un foglio spesso solo un atomo, è leggerissimo. Quindi si potrebbero produrre batterie dalla stessa capacità attuale ma molto più piccole o batterie delle stesse dimensioni attuale ma molto più capienti.

Una vera rivoluzione per quanto riguarda smartphone, portatili, e anche auto elettriche e smartwatches!

Ma, come spesso capita se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, quasi sicuramente celerà dei lati negativi.

Sarà vero anche questa volta?

I lati negativi delle batterie al grafene

In molti staranno già pensando all’ultima volta che un produttore importante come SamSung ha provato ad aumentare la densità di energia delle proprie batterie con il suo note 7. E tutti sappiamo fin troppo bene come è andata a finire.

Quindi il dubbio sorge spontaneo:

questo incredibile balzo nella densità non rischi di ripete i fuochi d’artificio tascabili in stile SamSung?

La risposta è no.

Il grafene è un materiale che non rischia assolutamente di esplodere o surriscaldarsi al pari delle attuali batterie, neanche punzonando la batteria stessa.

Inoltre, grazie a questa stabilità, è possibile spingere i tempi di ricarica al limite dell’impossibile.

Tanto per fare un paragone, noi dello staff ci siamo stupiti della velocità di ricarica del Realme X2 Pro con una ricarica Super VOOC che permette di ricaricare la sua batteria da 4.000 mAh in poco più di mezz’ora.

Bene, il più lento dei 2 power bank al grafene composito che abbiamo trovato in commercio ricarica la sua batteria da 10.000 mAh in soli 45 minuti.

Quello più veloce, invece, riesce nel compito di ricaricare una 5.000 mAh in soli 18 minuti (dichiarati dal produttore). Inoltre elecjet, il produttore del secondo power bank, ne sta sviluppando uno nuovo da 10.000 mAh in grado di caricarsi in soli 19 minuti.

Ma quindi, esistono punti negativi sulle batterie al grafene?

Purtroppo la risposta, almeno momentaneamente, è sì: come anticipato ad inizio articolo produrre grafene è molto difficile e costoso. Infatti per il power bank da 5.000 mAh di cui sopra dobbiamo sborsare ben 90€ da amazon!

Noi comunque vi lasciamo il link nel caso voleste provarlo (poi tanto è spedito da amazon quindi potete richiedere il rimborso entro 2 anni dall’acquisto).

powerbank-grafene

Speranze per il futuro

Però abbiamo la speranza che, con il loro ingresso nel mercato e il probabile sviluppo da parte dei grandi produttori (SamSung parla di volerle inserire nei sui flagship a partire dal 2021), il costo di produzione possa abbattersi.

Come è avvenuto in passato per i display OLED, che ormai troviamo su telefoni da 250€ come lo Xiaomi Mi 9T.

Quindi, come dicevamo, la tecnologia delle batterie al grafene è davvero sorprendente, e speriamo che nel futuro prossimo dominino il mercato.