La nuova politica Europea di Xiaomi [EDITORIALE]

La nuova politica Europea di Xiaomi: scopriamola insieme!

Un brand che riecheggia in questo inizio 2019 è Xiaomi, la casa produttrice di smartphone dopo aver conquistato la Spagna, sta entrando nei cuori degli italiani e si appresta a farlo anche nei territori francesi.

Vediamo e analizziamo l’evoluzione di Xiaomi!

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Xiaomi nasce nel 2010, fondata da Lei Jun e Lin Bi, ma ricevette l’attenzione dei mass media solo nel 2011 grazie al suo primo dispositivo, il Mi one.

La piccola azienda all’epoca era un Geek-Brand, cioè un produttore di nicchia che destinava i suoi prodotti a fan “smanettoni”.

Il Mi One, un telefono molto performante per l’epoca, rispecchiava tutte le caratteristiche che un nerd come me poteva desiderare.

La nuova politica Europea di Xiaomi

Nella sua vita Xiaomi è sempre stata un liquid brand, è stata brava a evolversi e plasmarsi insieme al mercato della tecnologia.

La filosofia aziendale fin dall’inizio era associata allo slogan: “innovation for everyone“, innovazione per chiunque e i prezzi molto aggressivi legati all’hardware molto performante le hanno permesso di crescere come quote di mercato.

Il secondo terminale, infatti, è un piccolo successo, il Mi 2 vende 300.000 pezzi e la casa di telefoni si conferma come una realtà in rapida ascesa, da quel momento passeranno pochi mesi per il nuovo e attesissimo Mi 3.

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La presentazione del nuovo telefono nel settembre 2013 rappresenta un crocevia fondamentale per Xiaomi, c’è per la prima volta una diversificazione del business, infatti viene presentata una Tv da 47 pollici basata su android.

Sempre nel 2013 nascerà Redmi come branchia low-cost di Xiaomi.

Nel ottobre del 2014 Xiaomi è il terzo produttore mondiale di smartphone, un successo incredibile che la fa annoverare tra le start-up più interessanti a livello mondiale.

Nel 2016 detta addirittura un nuovo standard di mercato grazie al Mi Mix, il primo dispositivo full screen (un concept-phone).

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Dal lancio dello Xiaomi Mi Mix, la casa cinese comincerà la sua europaizzazione che la porterà a raggiungere risultati importanti in Spagna nel 2018, e in Italia nel 2019.

Che prezzo ha pagato la casa cinese per diventare globale?

Può sembrare assurdo, ma di giorno in giorno Xiaomi è sempre meno cinese.

Si cerca di dare risalto ai distaccamenti locali, dandogli più margine di manovra in un momento storico dove “provenire dall’oriente” non è sempre sinonimo di qualità.

Ogni scritta viene tradotta, le presentazioni globali sono effettuate nelle lingue dei paesi ospitanti e finalmente ogni telefono è dotato di rom globale.

L’enorme successo ha reso sempre meno Xiaomi un Geek brand rendendolo invece un brand che copre tutte le fasce di mercato, con il successo è svanita anche la propensione dell’estremo modding della Miui che è diventato ad oggi un sistema chiuso merito anche delle nuove politiche di Big G.

Quale è la strategia di Xiaomi per inserirsi nel mercato europeo?

La strategia non è molto variata, anzi potrei dire che è semplicemente un evoluzione di quella pensata nel 2011 dai fondatori del brand.

Prezzi bassi, hardware performante e un buon supporto software.

Xiaomi sta letteralmente aggredendo il mercato europeo, i lanci attuali di Mi 9 e Redmi Note 7 ne sono la prova, i prezzi sono scandalosi rispetto alla concorrenza e incredibili sono anche i primi dati di vendita.

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La distribuzione dei prodotti sta giocando un ruolo molto importante, oltre ai mistore anche ogni catena di negozi di tecnologia ha esposti i telefoni e finalmente ogni utente può toccare con mano il prodotto senza doverlo ordinare a scatola chiusa da un reseller cinese.

Bisogna però vedere se questo modello è applicabile nel lungo periodo visto che Huawei e Samsung sono crollate sotto il peso della tasse europee.

Cosa differenzia Xiaomi dai competitor?

I fans e la loro aggregazione, nessun brand competitor ha una struttura come il Mi Fan Club.

I Mi Fan Club sono aggregazioni di fans che fanno eventi sul territorio italiano e portano a Xiaomi una visibilità e pubblicità capillare e quasi gratuita.

Il passaparola è la forza di Xiaomi, l’esperienza diretta del fan che suggerisce a un amico, un famigliare di comprare quel telefono rispetto ad un altro.

Cosa ne pensiamo noi di Fixialo

I Mi Fan sono al centro del successo di Xiaomi ed è grazie a loro che il brand farà breccia in Europa!

E’ un’affermazione ponderata dopo aver visto i primi passi di Xiaomi in Europa.

Nel mio girovagare da store in store, da catena a catena, e da Mistore a Mistore, mi è capitato di vedere scene molto simpatiche dove i possibili compratori erano “scortati” da utilizzatori di Xiaomi che consigliavano o sconsigliavano loro un prodotto e paradossalmente, che rimanga tra di noi, ne sapevano più dei commessi.

Spostando e creando realtà locali in Europa, il tech produttore si dovrà scontrare con la legislazione e la tassazione dei vari paesi, in passato l’europa ha fatto vittime eccellenti come Oppo (rientrata poi nel 2017).

Credo sia fondamentale per Xiaomi non solo l’aggressività dal lato pricing ma anche una struttura Europea che conosca bene il mercato ma ancor più importante conosca tutto quello che vi gira intorno, l’ambiente.

Lo store online Mi.com più che il Mi store rifletterà le scelte Xiaomi, personalmente lo seguiremo come seguiremo da vicino tutte le vicende di questo brand che tanto ci sta a cuore.

In conclusione vorrei dire che Xiaomi si pronuncia sciaomì e che l’accento appunto è sulla I finale.

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